Defolianti come in Vietnam 70mila api morte in Veneto

Defolianti come in Vietnam
70mila api morte in Veneto

Negli anni ’50/’60, tutto era fatto a mano e la salute della gente e del Pianeta era abbastanza buona. Ma già si profilavano novità: il mais bianco, la polenta bianca, le anatre d’allevamento (cui si spezzavano le zampe al minimo inciampo). Oggi, nel secondo millennio, tutto è cambiato: animali nei capannoni soffocano nelle loro feci, maiali cinesi vivono in grattacieli di tredici piani, dotati di aria forzata. Piante ed animali mostruosamente modificati geneticamente. Spesso sembra di vivere un film dell’orrore. Oggi, 2019, gli apicoltori del Piave denunciano la morte di migliaia di api ogni anno: rispetto al passato, forse diminuiscono, perché sono quasi sterminate dalle precedenti annate, moderne piaghe d’Egitto. “E’ l’uso dei pesticidi”, particolarmente quelli a base di neonicotinoidi. Ma non solo di quel tipo. E non è la prima volta che succede. Nel 2018 erano stati trovati morti 60mila impollinatori.

10mila api  sono state ora ritrovate morte  a Musile, comune veneto tra i fiumi Piave e Sile. Gli apicoltori denunciano l’uso di diserbanti spruzzati vicino a fossati e corsi d’acqua, che inquinano fiori ed erba e di conseguenza anche le api, che perdono l’orientamento, a stento riescono ad avviarsi verso la loro casa, per poi morire in massa davanti a ciascun alveare.

E ora leggete il prossimo titolo…

La vendita di pesticidi è in crescita

Nonostante i neonicotinoidi siano già stati banditi integralmente da alcuni Paesi, come la Francia, in Italia solo alcuni composti come il clothianidin, thiamethoxam e imidacloprid sono vietati, così come vuole la direttiva comunitaria. Intanto gli apicoltori si dicono preoccupati per come stanno andando le cose: “I colpevoli sono sempre i diserbanti: con loro, chi li produce e chi li adopera”, dichiara Italo De Pieri, esperto apicoltore del basso Piave. “Parliamo di sostanze che avvelenano le api e fanno loro perdere l’orientamento. Le api sono sentinelle dell’ambiente, senza di loro scomparirebbe anche il genere umano e la vita sulla terra: verrebbe a mancare l’agente fondamentale per il ciclo di vita delle piante. Certi segnali non vanno pertanto svalutati o minimizzati perché potrebbero nascondere qualcosa di molto più grave per l’ambiente che ci circonda”. Purtroppo però, la vendita dei pesticidi è in crescita: nel 2016 si contavano 16.920 tonnellate in tutto il Veneto, pari a 3,4 chili per abitante !!! Non si esagera se si proclama che non c’è tempo da perdere…

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