Allevamenti a sorpresa

ALLEVAMENTI A SORPRESA

I social sono -giustamente- farciti di post ed immagini riguardanti animali in gabbia, all’interno di tetri allevamenti. Gli animali sono ancor più tristi e in peggiori condizioni di salute, di quanto non potrebbero essere, se fossero trattati in maniera più civile e giusta, ma anche intelligente e degna. Civile e giusta, perché non si tratta così, neanche il peggior nemico, se non in fasi storiche di barbarie acuta. Intelligente, poiché -così facendo si danneggiano le carni degli animale che poi l’umano andrà a mangiare. E si danneggia l’atmosfera, nonché le falde acquifere e l’intero Pianeta. Sai che intelligenza!
Ma una curiosità ed un fatto storico è che non ovunque, nel globo, la situazione è analoga.
In Italia vi sono porcilaie ed allevamenti infernali, sia per quel che riguarda i mammiferi, sia per gli uccelli, i pesci, con voli di fantasia che implicano animali più esotici e vanno a infiorettarsi di piume di struzzo, criniere di cavalli, pelli di coccodrilli e boa, pellicce di visoni, cincillà e loro confratelli. Vi sono anche fratelli più fortunati (diciamo così), destinati non al macello, bensì alla compagnia dell’umano: cani, gatti, uccelli e uccellini, rettili di vario tipo, vale a dire dall’iguana alla tartaruga, al serpente e -fino a poco tempo fa- anche al coccodrillo.
In Italia si allevano 9 milioni di bovini, 9 milioni di suini, quasi 13 milioni tra ovini e caprini, 500 milioni di polli “da carne”, 50 milioni di galline ovaiole, 100 milioni di conigli e centinaia di milioni di altro pollame (galline faraone, tacchini, quaglie, e altri ancora).
Nonostante siamo esterrefatti da decenni, oggi abbiamo la possibilità tecnica di confrontarci anche con l’estero. Ci aspettano sorprese e qui ne evocheremo due.
 
Stiamo inaugurando la nuova Via della Seta. Ne vedremo delle belle, negli anni a venire. E le vedremo in tutto il mondo. Tuttavia, i più capaci di stupirci saranno i Cinesi.

Da decenni avanzano silenziosi nelle nostre città, guadagnando spazi nella pelletteria, nella medicina, ristorazione, vendite “tutto a un euro” (lanciate dai Napoletani -tutto a mille lire- ed ora progressivamente accaparrate dai cittadini -ormai già italiani- provenienti dal gigantesco drago stellato). I primi pellegialla a insediarsi nello stivale, sono approdati secoli fa a Napoli.

Chiesa della Sacra Famiglia dei Cinesi, Napoli

Ebbene, una delle ultime trovate è data dai Pigs’ Hotels, gli Alberghi per i maiali.
Non stupiamoci: qualcosa del genere è stato fatto anche in Europa. E anche in Italia, ma erano allevamenti dedicati non ai Pigs (maiali), bensì ai volatili. La scelta più clamorosa è stata fatta dai Cinesi, in Cina: palazzi sino a tredici piani, ognuno dei quali indipendente dall’altro, con aria forzata, piano per piano. 

Queste costruzioni sono dedicate esclusivamente all’allevamento di maiali, scrofe e maialini. Sembra che siano luoghi ben tenuti e puliti, ma è presto per dirlo. Anche i dettagli dell’impresa sono ancora da appurare. Comunque, una scelta che crea un grosso divario fra una qualità e l’altra: quella occidentale e quella cinese.

Ma le sorprese non finiscono qui. Un nostro corrispondente, in occasione di un suo viaggio in Pakistan, sua terra d’origine, ha scattato una serie di fotografie e fatto un reportage in un allevamento d’animali: bovini da carne e da latte, capre, pecore.

Stanno al coperto, ma con buon circolo d’aria. Si nutrono -all’aperto o al chiuso, a seconda del clima- di erbe coltivate nei campi circostanti e macinate di fresco. Accanto alle vasche da pranzo, c’è la piscina, per rinfrescare gli animali in tempi di calura e comunque per lavarli in caso di necessità. Dunque, tre esempi di diversa filosofia e atteggiamento nei confronti degli animali. E un esempio -dal Pakistan- di un minimo di civiltà d’allevamento.
E lo scrive uno che non ha interesse alcuno di nutrirsi di carne o di prodotto animale di alcun tipo, poiché ha cominciato ad essere vegetariano a nove anni.

 

Alois Walden Grassani
Corrispondenza Pakistan e fotografia: Moeez Ejaz

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