Cara Milena, sbagli…

CARA MILENA, SBAGLI…

Il Popolo dei Barconi è fatto di Poveri

Una donna affoga in un fiume mediamente profondo 10 centimetri.

Come è possibile? Semplice. Quel fiume in alcuni punti è profondo 4-5 centimetri, in altri 4 metri. Medio è l’inganno fuorviante della statistica, scienza sommaria e umanamente cinica.

In questo inganno cade oggi, sulle colonne del Corriere della Sera, anche Milena Gabanelli affermando che solo l’1% dei migranti arrivati in Italia siano realmente poveri. Tutti gli altri sarebbero provenienti dalle classi medio-alte dei loro paesi di provenienza. Proverrebbero da paesi in cui il reddito medio annuale supera i 1000 dollari e in alcuni casi arriva a 10.000.

Ricordo a Milena, innanzitutto, che la cifra più alta su base annuale corrisponde a meno dei suoi compensi mensili e che in Africa tutte le merci della cosiddetta modernità costano gli stessi prezzi che da noi, e spesso molto di più perché tutte di importazione. Con 10.000 dollari l’anno non fai la fame, ma certo non sei ricco.

Ma il problema più serio è proprio quel reddito medio. Medio di cosa? Quali sono i riferimenti di profondità di quel fiume reddito? Ebbene, cara Milena, sono baratri.

Colonizzazione, finte indipendenze e l’attuale dominio totale della vita e delle risorse africane consentono a pochi privilegiati, quasi sempre imposti al potere da interessi esterni a quei paesi, di concentrare nelle sole loro mani la gran parte delle ricchezze nazionali. Queste permettono a pochi enormi sfarzi e depositi miliardari nelle nostre banche. La figlia dell’ex presidente dell’Angola, è nota come la donna africana più ricca del mondo in grado di controllare tanta parte dell’economia portoghese, cioè del paese colonizzatore dell’Angola. In Angola il reddito medio pro capite è alto, ma questa sua altezza vede la super ricchezza dei pochi al potere e la miseria estrema della quasi totalità della popolazione. Questo è solo uno dei mille esempi.

Allora certamente non scappano quelli che non hanno neanche un dollaro al giorno di cui vivere. Non potrebbero. Ma a scappare sono dei poveri. Poverissimi che finanziano il loro viaggio o con il proprio lavoro nei paesi dell’Africa mediterranea in cui i salari sono più alti, come era in Libia, o con il sostegno della famiglia larga africana. Fugge la gioventù africana stanca di guerre e mancanza di futuro.

Aiutarli a casa loro significa impedire l’orrore della predazione. Come? Innanzitutto rendendo trasparenti i contratti minerari nei paesi africani, tacciabili le loro materie prime. Questo renderebbe certi e credibili i bilanci di quei paesi, rafforzerebbe le locali democrazie e bloccherebbe le guerre di rapina.

Aiutarli a casa loro significa rendere impossibili trasferimenti ingiustificati di denaro da e per i paesi africani. Si metterebbero in crisi i gangli della corruzione che affama l’Africa e arricchisce i nostri potenti.

Sogni? Assolutamente no. In tanti paesi esistono leggi di questo tipo. Questa strada è stata aperta. Percorriamola. Ad altri e al loro razzismo, lasciamo il racconto -infame e bugiardo- che fa credere che in Italia arrivano i ricchi.

Silvestro Montanaro

Rif: Raiawadunia

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