Strafalcioni crescono

Strafalcioni crescono

Leggiamo sui giornali, sentiamo dalla televisione… strafalcioni che -col tempo- diventano regola. E questo NON è corretto, anche perché la cattiva abitudine diviene tradizione, cultura, vizio culturale, infine METODO.
E’ vero che la lingua italiana, i dialetti stessi, sono in continua evoluzione. E’ vero: è stato così nel passato e dovrebbe esserlo ancora oggi. Ma la realtà è che -se guardiamo al passato- vi è stata l’evoluzione da forme istintive (quindi senza regole) dialettali verso strutture dettate da impegno, consapevolezza, educazione linguistica e quindi cerebrale. E’ un dato di fatto che l’impegno ad imparare, a memorizzare, a studiare,  moltiplica le isole dei neuroni: accade ai tassisti, così come agli scienziati.

Oggi invece, quasi tutta la trasformazione linguistica è dettata da inconsapevolezza, trascinamento inconsapevole provocato da agenti esterni che sparano quotidianamente sulla massa. Nel passato, vi erano delle guide linguistiche: Manzoni, Pascoli, Carducci, ma anche Pazzaglia o i meno titolati insegnanti come Boschetto, Credali e via a proseguire. E guidavano gli scolari, gli studenti, la gente, a saper dirigere la parola, governando se stessi e lo studio.  Insegnavano silenziosamente a capire che cosa stava succedendo nelle loro teste, nel loro circostante, cosa veniva dal passato (storia), cosa stava accadendo o per accadere (sociologia, direi “civicità” se non fosse che di questa parola si sono appropriati i politici destri e sinistri, per storpiarne il significato, deviandolo su binari puramente elettorali).
Oggi dunque, NON vi è evoluzione, bensì INVOLUZIONE, un deflusso che si nasconde, si mimetizza e opera al contrario nella sempre più totale inconsapevolezza. Ciò è dovuto alla decadenza degli stessi “intellettuali” o sedicenti tali; è dovuto all’invasione pubblicitaria, all’ignoranza stessa degli operatori pubblicitari e televisivi. Ad uccidere il congiuntivo ha cominciato Mike Bongiorno dal piccolo schermo. E mentre Enzo Tortora era sin troppo preciso, compito, forbito (incredibile a riascoltarlo oggi, in un mare di Calà e Boldi, sdoganati da colpevoli come De Sica Cristian), il presentatore italo-americano ha pure insegnato allo stesso Sgarbi (…) a dire “per intanto”, ad usare il “gli” per il femminile, per il maschile, per il plurale. Gli allievi di Bongiorno si sono moltiplicati, diventando essi stessi maestri. Purtroppo, mentre Bongiorno insegnava l’italiano all’Italia e si impegnava ad insegnare TV commerciale a Erlusconi e seguaci, in contemporanea calava il silenzio sulla cultura come Nave Scuola in televisione. Gradualmente e letteralmente scompariva colui che aveva arpionato e picconato l’analfabetismo in Italia: il bravissimo e gradevolissimo Alberto Manzi.

Ed ecco qualche perla portataci dalle correnti estive di questi giorni…
Sarebbero state danneggiate gran parte delle piantagioni – TG2 ore 13.23 – 2 Agosto 2019.
Soggetto singolare, verbo plurale.

Una grande fetta di persone vorrebbero accedere alle spiagge libere. In Versilia non c’è questa possibilità.
Idem come sopra. (E come segue…):
Un gruppo di poliziotti hanno caricato i dimostranti.

la percentuale degli incidenti avvenuti in condizioni di mare forte, salgono addirittura al 70%. E’ da notare che lo stesso correttore del web indica che queste espressioni sono anomale, anche se non ha il coraggio di sottolinearle in rosso: si ferma al verde. Anche “lui” è già… indottrinato !

E molti altri sono gli esempi.
Ne riparleremo, traendo spunto da Sorella TV.

 

Altri strafalcioni ricorrenti:
Ci tengo a dirti…
Di questo ne parleremo dopo…
E’ da un bel che ne parliamo della Scuola…
Io mi auspico che le cose cambino… 
…scrive così il giornalista, 
scrive così (e parla così) l’amico plurilaureato.

Alois Walden Grassani

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