Zucchero Oggi: di nuovo in sella – terza parte

Zucchero Oggi: di nuovo in sella - terza parte

Premessa Redazionale

…Le grandi battaglie -in Italia- per l’alimentazione sana, naturale e terapeutica, avvennero – come detto nel precedente articolo dedicato allo zucchero bianco- soprattutto ad opera di una forte accoppiata vincente degli anni ‘70: Ferro Ledvinka ed Alois Grassani. Ebbero un grande successo (assieme alle campagne sulla carne). Ferro operava dalle pagine della rivista “La Via Macrobiotica” ed era continuamente in tour nelle città italiane più pronte all’argomento, Alois visitava le varie città e centri che lo invitavano. All’inizio si trattava di Bologna, poi fu Firenze, in cui -su sollecitazione di Ledvinka stesso- portò il primo corso sul Do-In “fuori le mura”. A dire il vero, Alois tenne anche una conferenza in un centro culturale a Campo de’ Fiori in Roma, sempre su spinta di Ferro Ledvinka. Poi, in breve, le conferenze e i seminari si moltiplicarono in tutta Italia. Le vendite di zucchero e carne crollarono. Poiché ormai pullulavano le conferenze ed i seminari organizzati da Roma e Bologna, in collaborazione con moltissimi centri e città italiane, Ferro ed Alois parteciparono assieme anche ad un incontro internazionale in Provenza, ad Entrevaux nel 1977. Erano presenti Lima Ohsawa, Michio ed Aveline Kushi, Yoneko Senda e Shizuko Yamamoto; molti i rappresentanti francesi della scuola di Ohsawa che aveva abitato a Parigi per molti anni. Poco tempo dopo tale incontro, Ferro Ledvinka approfittò della iper-attività di Alois e del suo Centro. Partì infatti per l’avventura giapponese: avventura di ricerca e studio.

In Italia continuava la traversata interregionale: circa trecento gli incontri annuali per la diffusione di una consapevolezza alimentare ed ecologica. E grande spazio dedicato all’affascinante e importante tema dell’alimentazione come terapia. 

Redazionale

Lo Zucchero Bianco cambia biglietto di presentazione…

Come detto, negli anni ’70 vi fu un crollo delle vendite di zucchero e carne, che si può quantificare: circa un 30%. Se pensiamo che un cambio d’attenzione da parte del pubblico, pari al 5%, è sufficiente per creare un corrispondente cambio di produzione e di offerta, si può ben capire che molto cambiò -esattamente in quel periodo- nelle abitudini alimentari e produttive italiane. Cominciavano a comparire le prime produzioni di zucchero di canna. Spuntavano le prime bustine di zucchero scuro, nei bar del centro città.

Ma va anche detto che tutto questo non bastò a creare un effettivo, efficace, duraturo risultato. L’industria alimentare studiò nuove vie, tecniche, adattamenti che andremo a rivedere.
Ciò che conta in questa sede è che OGGI lo zucchero bianco (della carne parleremo in altro momento) ha ben rialzato la testa e si è riproposto in vari modi pubblicitari, con varie proposte sul mercato, appoggiandosi a compiacenti medici e nutrizionisti. La cosa NON deve meravigliare: era già accaduta in Inghilterra ed in America. Le grandi aziende hanno lavorato sodo per riconquistare le perdute fette di vendita. Alcune hanno trasformato se stesse, proponendosi con nuove vesti e nuovi allettamenti. Le televisioni hanno appoggiato tali operazioni, il grande pubblico ha in gran parte abboccato.

Così, oggi, ancora oggi, è diventato indispensabile ripartire quasi dall’ABC.

Senza timore alcuno, possiamo e dobbiamo perciò riaffermare che lo zucchero bianco -anche se lo titolano con i più diversi aggettivi- è un autentico veleno!

In attesa del grande lavoro italiano e -prima ancora- del prof. Yudkin, presidente dell’Associazione Nutrizionista Britannica, già nel 1957 il dott. William Coda Martin aveva classificato lo zucchero raffinato come veleno, poiché privato delle sue forze vitali, vitamine e minerali. “Quello che resta nei processi di produzione e raffinazione, consiste di carboidrati puri, raffinati. Il corpo non può utilizzare questi amidi e carboidrati raffinati, a meno che le proteine, vitamine e minerali eliminati non siano presenti. La Natura fornisce questi elementi a ciascuna pianta in quantità sufficienti a metabolizzare i carboidrati della pianta stessa”.
Il metabolismo incompleto dei carboidrati sfocia nella formazione di “metabolita tossico” quale l’acido piruvico, nonché di zuccheri di derivazione industriale, inesistenti in natura. E siamo nel campo della chimica inorganica. L’acido piruvico si accumula nel cervello e nel sistema nervoso, mentre tali zuccheri si sedimentano interno dei globuli rossi. Diversi scienziati definiscono tali zuccheri “falsi” e li denominano come metaboliti tossici; essi interferiscono con la respirazione delle cellule le quali non possono ottenere sufficiente ossigeno per sopravvivere e funzionare normalmente.

Come scritto nella prima parte di questa serie di articoli, durante la raffinazione, lo zucchero di barbabietola (zucchero da cucina, recentemente detto anche “italiano”, come se questo bastasse a qualificarlo come superiore, mentre rimane una derivazione industriale INESISTENTE IN NATURA), viene sostanzialmente privato di sali minerali, amminoacidi e vitamine (in particolare il gruppoB),. Nel momento in cui -con tutte le sue “calorie nude”, private delle suddette sostanze- lo zucchero è ingerito dall’organismo umano, gli richiede esattamente ciò di cui è stato privato: in particolare sali minerali, vitamine.
In tale modo, indebolisce e impoverisce le ossa, i denti, i muscoli, ostacolando o pervertendo anche altre funzioni, incluse quelle cerebrali e quelle digestive.


Lo zucchero bianco -proprio perché ne è privo- chiama sali minerali dalle ossa e dai denti, per trasferirli allo stomaco, in cui -nel frattempo- si è realizzata una forte acidità. La ripetizione quotidiana di codesta operazione, conduce ad acidità ed iper-acidità. Di conseguenza, provoca corrosione del tessuto gastrico. Tutto ciò può indurre forme di ulcera.
Continuando nell’uso dello zucchero bianco, si fortifica l’acidità e si provoca ancora corrosione, quindi un ulteriore richiamo di sali minerali. Nella natura fisiologica del corpo umano, i sali minerali sono i naturali costituenti delle ossa. Essi vengono fisiologicamente ricoperti di fasci muscolari = proteine. Attorno ad essi vi sono striature o dislocazioni di grassi. E risulta naturale che queste proteine, questi grassi vengano attratti da varie parti del corpo, proprio dove si è generata questa super-acidità. E’ possibile, a questo punto, che si creino lipomi, o agglomerati di sali, proteine, grassi. Nulla vieta di ipotizzare tumori, benigni o maligni, dipendenti da altre variabili e ripetizioni di esse.
Nel contempo, si indeboliscono ossa, denti, muscoli, sistema nervoso e sistema digestivo stesso.                                                               

Alois Walden Grassani.

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