Mercato del lavoro…

Mercato del lavoro...

Ci sono parole, frasi, abitudini di linguaggio, che servono a far entrare concetti nuovi nelle menti di persone, preferibilmente nella massa, menti che -nel tempo- sono già preparate dalla scuola, dalla pubblicità, dal Sistema di vita, sistema predominante ed educativo.
C’è una definizione che tutti usano, definizione ripetutamente proposta dall’alto (???) su un edulcorato vassoio: “Il Mercato del Lavoro”. E anche una frase di complemento: “Il Mercato lo richiede”.
Il linguaggio è importante: è uno strumento, un farmaco/veleno e la sua efficacia positiva o negativa, dipende da come lo si usa. E questo “Mercato” merita la nostra attenzione e uno zoomin’ (focalizzazione/penetrazione) speciale.
La parola “mercato” presente in varie lingue con suoni tra loro simili, ha una sua radice nel latino mercari (trafficare). Il mercatus è il luogo di traffico, di scambio, di vendita e acquisto; si parla di elementi mangerecci, o di primaria/secondaria necessità. Oggi il senso, il significato sono più ampi. E questo vale anche per Merx (Merce).
Ora, la definizione MERCATO DEL LAVORO è un vero e proprio NONsenso, diventato abitudine, quindi considerata vera.
Il fatto che ne parlino politici, persone pseudocolte e colte, giornalisti, la televisione, fa sì che la si ritenga una definizione vera, reale, consolidata, giusta. Insomma, è nelle carni e nei neuroni della gente.
Ed invece, “mercato del lavoro” sta a significare “compravendita del lavoro” e più specificamente “mercato di esseri viventi ”. E a ben pensarci (senza troppa fatica), è proprio quel che sta accadendo: completato il cerchio, ci si ritrova all’antico mercato degli schiavi.


Fosse anche solo per questo, la definizione va rifiutata! E questo vale per i lavori a chiamata, per i call centers, per i falsi volontariati, per le vendite online iperglobalizzanti, ma anche per l’ordinario lavoro in genere. Una considerazione particolare va fatta per le vendite online. L’obiezione che sento fare a largo raggio è che funzionano e coprono un vuoto di lavoro. E si dice che sono comodi (come lo sono i telefonini, le novità elettroniche, i servizi informatici e persino gli automatismi cui tutti gradualmente si adattano ed aspirano): sono esattamente queste le spire in cui avviluppano milioni/miliardi di vittime, sino al punto di non ritorno, in cui non ci sarà più rimedio. Ben abbinati ai disastri ecologici, stanno rendendo agevole il sentiero e vicino il traguardo.
Il Mercato del lavoro è una ideologia travestita. E regala bonus, gadgets, illusioni e distruzione. L’importante -PERO’- è che si crei lavoro, consumo, spreco. NON conta che questo porti ad un orizzonte sempre più lontano ed illusorio. E non importa che provochi la distruzione del Pianeta e la schiavizzazione di intere popolazioni di interi continenti. L’importante -invece- è procedere nel consumo, nello spreco, nella gioia della minoranza mondiale, nella sofferenza della maggioranza mondiale (80%). Importante è procedere alla cieca e a grande velocità.

Chi ha voluto distruggere ideali e ideologie, ha attuato una perenne, continua, persuasiva ipodermoclisi di massa (persuasione silenziosa e sottopelle), moltiplicata dai vecchi e nuovi media, con lo scopo di cambiare la mentalità di tutti gli abitanti del Pianeta.
Il “Mercato del lavoro” è un concetto falso, da respingere assolutamente. E’ importante scardinare il modo di pensare che lo tiene in vita. Ed esso ben si abbina ad una cerniera portante, un vero cardine di tutta la mentalità e di tutto il sistema: la Paura…
Ma questo è argomento di una prossima volta.

                                                                               Alois Walden Grassani

 

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